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Ciao sono Tiago. Ciao Milano distratta.

Oggi si parla dello Spazio o meglio della Terra vista dallo Spazio, quello che gli astronauti chiamano Overview Effect. Wikipedia così lo spiega…“L’effetto della veduta d’insieme (Overview Effect appunto) è un cambiamento cognitivo nella consapevolezza riportato da alcuni astronauti e cosmonauti durante il volo spaziale, causato dall’osservazione della Terra dall’orbita o dalla superficie lunare. Questo effetto fa riferimento all’esperienza di vedere in prima persona la realtà della Terra nello spazio, la quale viene subito percepita come una piccola, fragile sfera della vita, appesa nel vuoto, avvolta da una sottile atmosfera che la protegge dall’ambiente esterno. Dallo spazio, sostengono gli astronauti, i confini nazionali svaniscono, i conflitti che dividono le persone diventano meno importanti, e la necessità di creare una società planetaria con la volontà unitaria di proteggere questo pallido punto azzurro nello Spazio diventa evidente ed imperativo”.

Nel 1990 Carl Sagan, astronomo e divulgatore scientifico, decise di scattare una foto della Terra dai confini del sistema solare dalla sonda Voyager 1, che si trovava a sei miliardi di chilometri di distanza. The Pale Blue Dot, il pallido puntino azzurro, è la Terra vista dallo Spazio e, nel suo libro Sagan, espone i suoi pensieri sul significato profondo dell’Overview Effect. E’ un testo che tengo tra le cose che ogni tanto mi rileggo e penso valga la pena ricordarsene quando le cose non vanno o risultano così complicate. Relativizzare i problemi perché siamo nulla nella storia delle cose. Oggi sostituiamo, quindi, la canzone della settimana con il discorso di Sagan.

Qui il testo. Nel video, chiaramente, l’audio. «Da questo distante punto di osservazione, la Terra può non sembrare di particolare interesse. Ma per noi, è diverso. Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. È noi. Su di esso, tutti coloro che amate, tutti coloro che conoscete, tutti coloro di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita. L’insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e plebeo, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni “superstar“, ogni “comandante supremo“, ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì, su un minuscolo granello di polvere sospeso in un raggio di sole. La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica. Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo, potessero diventare per un momento padroni di una frazione di un puntino. Pensate alle crudeltà senza fine inflitte dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti le incomprensioni, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto fervente il loro odio. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l’illusione che noi abbiamo una qualche posizione privilegiata nell’Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c’è alcuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.

La Terra è l’unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c’è altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Colonizzare, non ancora. Che ci piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l’astronomia è un’esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c’è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l’uno dell’altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l’unica casa che abbiamo mai conosciuto.»

Usciamo ora dallo Spazio, torniamo sulla Terra con la nostra settimana, oggi si va dall’ultimo giorno di febbraio a mercoledì 6 marzo. Buona lettura.

Giovedì 28 dalle 22.00 si festeggiano i primi sette anni di vita del Piano Terra con un concerto a base di Game Boy e batteria dal titolo Un Nintendo Game Boy dal 1989. Rotto. Sanguina”. Gli Arottenbit performeranno a loro modo, un po’ 8 beat, un po’ punk, un po’ techno, soprattutto arottenbit. Ingresso libero.

Venerdì 1, Rollover ospita quello che, secondo me, sono stati i migliori artisti del Sonar 2018. Bicep. Il duo di Belfast ha un suono estremamente personale, unico nel genere. Consigliatissimo. Rollover invece resta una serata opinabile. 10 euro w/ drink dalle 22.30 alle 23.30. 10 euro dalle 23.30 all’ 1.00. 15 euro dall’ 1.00 a chiusura. Door selection, fastidioso. Ed è anche il venerdì di BUKA versione Mondo” che si fa ospitare da El Tekkìa Egyptian club in via Fantoli per la sua versione “etnica” con José Manuel – Abo Taha + Ibrahim Il Gamil (live) – Tagliabue. Dalle 23.00, 15€ intero. Al Tunnel invece arrivano i Ninos du Brasil, 12 euro, dalle 23.00. Italiani, ma pochissimo italiani nel suono, mischiano performance e fisicità a un’elettronica tropicale. Batterie e percussioni che viaggiano tra batucada e noise, samba ed elettronica. Anche qui ricordi del Club to Club 2017. Elettronica e percussioni anche in Santeria Social Club con Khalab Trio Live feat. Sarathy Korwar and Tenderlonious. Percussioni, elettronica, soul e ‘techno’. Non conosco. Ai Magazzini Generali invece Modeselektor Live. 35 euro. Li conosciamo. Al Cox18 Sun Araw Trio e qui si parla di dub e funk. Provate a sentire se puo’ interessare. All’Ostello Coconut arriva la quarta festa firmata Happy House con dj set rock ’60/’90 – new wave – indie – elettronica e la saletta psichedelica e karaoke “Thank You For The Music” con Walzer Carluccio. Ingresso free con tessera 6 euro (1 consumazione inclusa). Infine all’Arci Bellezza Circo Meraviglia: Gypsy Balkan Party. Ingresso 6€ e la tessera Arci. Sotto i cieli dei balkani. In alto i kalashnikov.

Sabato 2 si parla ancora di Pianoterra, è la settimana dei 7 anni di compleanno. Dalle 23.00 A Night Disaster with Soulfinger. Soulfinger è dj vinilato con set 60’s-70’s Rhythm And Blues, Funk, Rocksteady, Afro and obscure Soul delights. Free e Birrette davanti. Avete sentito che caldazza in questi giorni? Al Base Milano, invece, Into the Wild Night, con Into the Wild Night Show (spettacolo musicale itinerante ispirato dall’omonimo film di Sean Penn e dalla produzione solista di Eddie Vedder) e il dj set Supertramp (Punk-Rock & Grunge | 80/90/2000). 12 euro. Boh, evitabile.

Domenica 3 con Vino, Teatro e Cinema. Il 3 e il 4 marzo torna il Live Wine, il Salone Internazionale del Vino Artigianale che da cinque anni si svolge a Milano, a Palazzo del Ghiaccio, e che ha la caratteristica di mettere insieme un sacco di produttori di vini artigiani da tutta Italia, e Europa. Accesso con un biglietto d’ingresso giornaliero di 25 euro. Preparatevi, nel caso, ad assaggiare parecchio. Al GhepensiMi in piazza Morbegno, invece, tornano gli improvvisatori di Teatribù con lo spettacolo Non siamo attori, siamo improvvisatori. Dalle 21.30, gratuito, ma si consiglia di prenotare. Infine al Pianoterra (e 3) dalle 21.00 Cine Senzaforum. Verrà proiettato “The Meaning of Life – Il Senso della Vita dei Monty Python“. Lo trovate anche su Netflix o Amazon Prime, ma meglio non rintronarsi a casa e vederlo in compagnia. Ingresso libero. No tessere. Incredibile.

Lunedì 4 allo Spazio LigeraFULCI Lives! Fulci Vive!“, retrospettiva dedicata a Lucio Fulci, “uno dei più eclettici e prolifici autori-artigiani che il cinema italiano abbia avuto, e che tuttora il panorama cinematografico internazionale ci invidia”. Wikipedia insegna. Dalle 21.30 “Paura nella città dei morti viventi” omaggiato, tra gli altri, da Sam Raimi nel suo Super-man e da Tarantino in Kill Bill, il regista romano è considerato un cult dell’horror e della provocazione cinematografica. In Kill Bill: Volume 2 la scena della sepoltura prematura di Uma Thurman ricalca proprio quella di Paura nella città dei morti viventi. Ingresso gratuito. Horror e Birrette.

Martedì 5 per ora niente da dichiarare. Qualcosa uscirà.

Mercoledì 6 si chiude la nostra settimana con l’appuntamento al Nidaba in via Gola del Tablao Flamenco. Spazio a tacchi, chitarre e cajon pensando alla bella Andalucia. E come disse Antonio Gades “Un extracto de fuego y de veneno, eso es el flamenco”. In alternativa all’Arci Bellezza altro appuntamento di cabaret con la storica truppa di Democomica, dalle 21.00, nella Palestra Viscontea (l’ex palestra di pugilato del Bellezza dove nel 1960 Luchino Visconti giro’ alcune scene di “Rocco e i suoi Fratelli”). Ingresso Riservato ai Soci ARCI quindi se non l’avete mettete in conto di fare la tessera, purtroppo 15 euro, non pochi, ma vale un anno, come sempre.

La canzone della settimana, come detto, non è una canzone, ma è Carl Sagan con The Pale Blue Dot.

Come sempre, buona settimana e soprattutto buena onda.

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